Cos’è un advertoriale

Un advertoriale è un contenuto pubblicitario che adotta forma, stile e tono di un articolo editoriale. Il termine nasce dall’unione di “advertising” ed “editorial” e descrive perfettamente l’obiettivo: promuovere un brand, un prodotto o un servizio informando (o intrattenendo) come farebbe un normale contenuto giornalistico o di blog.

A differenza di una pubblicità tradizionale, l’advertoriale punta a essere utile e convincente attraverso:

  • narrazione (storie, casi reali, scenari d’uso);
  • approfondimento (dati, consigli, comparazioni);
  • autorevolezza (tono informativo, citazioni, testimonianze).

È molto usato su magazine online, blog, quotidiani digitali, newsletter e in generale su canali dove la fiducia del lettore è un asset decisivo.

Perché gli advertoriali funzionano (se fatti bene)

Il motivo principale è semplice: l’advertoriale intercetta l’attenzione di chi sta cercando informazioni, non di chi sta “subendo” un annuncio. Quando è ben realizzato, un advertoriale riesce a combinare valore editoriale e obiettivi di marketing senza risultare invasivo.

Tra i vantaggi più comuni:

  • Maggiore engagement: un articolo ben scritto trattiene più a lungo rispetto a un banner o a un post promozionale puro.
  • Credibilità: se pubblicato su un sito autorevole e con una chiara etichettatura, beneficia del contesto editoriale.
  • Spazio per argomentare: puoi spiegare il “perché” e il “come”, non solo mostrare un claim.
  • Versatilità: utile per awareness, considerazione e, con CTA corrette, anche conversione.
  • Valore nel tempo: può continuare a portare visite e contatti per mesi, soprattutto se ottimizzato SEO (quando consentito dalla pubblicazione).

Il punto chiave è l’equilibrio: se l’advertoriale suona come una brochure camuffata, il lettore lo percepisce e perde fiducia.

Advertoriale vs pubblicità tradizionale: differenze principali

Pur avendo entrambi finalità promozionali, advertoriale e pubblicità tradizionale operano con logiche diverse. Ecco le differenze più rilevanti.

Formato e stile

La pubblicità classica (banner, spot, ADV display) è generalmente breve, visiva, diretta. L’advertoriale invece è spesso un contenuto lungo, strutturato, con un tono editoriale e un percorso argomentativo.

Intenzione del lettore

Chi legge un articolo sta cercando informazioni, soluzioni o ispirazione. Chi vede un annuncio può non essere in modalità “ricerca”. L’advertoriale lavora bene quando intercetta un bisogno reale e lo accompagna verso una risposta che include il brand.

Profondità del messaggio

Un annuncio tradizionale comunica soprattutto benefici rapidi e una proposta immediata. Un advertoriale può includere dettagli, esempi, spiegazioni, comparazioni e contesto, aumentando la qualità percepita della scelta.

Misurazione e obiettivi

La pubblicità classica spesso punta su reach e click. L’advertoriale può essere misurato anche con metriche “editoriali” (tempo sulla pagina, scroll depth) oltre a KPI marketing (lead, iscrizioni, vendite, coupon utilizzati).

Tipologie di advertoriale

Non esiste un unico formato: la struttura dipende da settore, canale e obiettivo. Ecco alcune tipologie frequenti.

Advertoriale informativo (how-to e guide)

È tra i più efficaci: parte da un problema e offre una guida pratica. Il prodotto/servizio entra come soluzione naturale (ad esempio: “come scegliere un software di fatturazione” che presenta poi una piattaforma specifica).

Advertoriale storytelling (storie e scenari reali)

Racconta una storia: il punto di vista di un cliente, un prima/dopo, un’esperienza d’uso. Funziona bene nei settori lifestyle, travel, food, ma anche nel B2B se supportato da un caso concreto.

Advertoriale comparativo (scelta tra alternative)

Aiuta il lettore a valutare opzioni: criteri di selezione, pro/contro, errori da evitare. È potente perché risponde a ricerche di tipo “migliore”, “quale scegliere”, “alternative”. Va gestito con attenzione per restare corretto e trasparente.

Advertoriale con testimonial o intervista

Un’intervista a un esperto, a un fondatore o a un professionista può aggiungere autorevolezza. L’importante è che le domande siano utili e non diventino un pretesto per inserire solo messaggi promozionali.

Come scrivere un advertoriale efficace

Un buon advertoriale non “spinge” il lettore: lo accompagna. Di seguito un metodo pratico, replicabile e adatto a molti contesti.

1) Definisci obiettivo e pubblico

Chiarisci cosa deve ottenere l’advertoriale: awareness, lead, vendita, prenotazione, download? Poi definisci chi legge: bisogni, obiezioni, livello di competenza, linguaggio. Un testo generico raramente converte.

2) Parti da un problema reale

L’incipit più efficace mette a fuoco un pain point: tempo perso, costi, rischi, complessità, dubbi comuni. Il lettore deve pensare: “Sì, è proprio quello che succede a me”.

3) Offri valore prima della promozione

Inserisci consigli pratici, checklist, criteri di scelta, mini-tutorial. Se il contenuto è utile anche senza comprare, aumenta la fiducia e rende la proposta più credibile.

4) Inserisci il brand in modo naturale

Il prodotto/servizio dovrebbe comparire come parte della soluzione, non come interruzione. Un buon approccio è: spiegare il criterio → mostrare come la soluzione lo soddisfa → evidenziare il beneficio per l’utente.

5) Usa prove e elementi di credibilità

Se disponibili, inserisci:

  • dati e numeri (con fonti affidabili);
  • testimonianze (reali e verificabili);
  • case study sintetici;
  • certificazioni, premi, recensioni;
  • foto o screenshot (quando utili e consentiti).

Le prove riducono il rischio percepito e trasformano la curiosità in considerazione.

6) Chiudi con una CTA chiara

Una call to action deve essere semplice e coerente con il livello di consapevolezza del lettore. Esempi:

  • “Prova la demo gratuita” (considerazione);
  • “Scarica la guida completa” (lead);
  • “Richiedi un preventivo” (decisione);
  • “Scopri prezzi e disponibilità” (acquisto).

Evita CTA multiple e confuse: meglio una principale, eventualmente affiancata da una secondaria meno impegnativa.

Trasparenza e aspetti legali/etici

La fiducia è la moneta dell’advertoriale. Per questo la trasparenza non è un dettaglio: è parte integrante dell’efficacia.

Buone pratiche:

  • Etichettatura chiara: indica che si tratta di contenuto sponsorizzato/advertoriale, secondo le policy della testata e le normative applicabili.
  • Niente promesse ingannevoli: evita claim non dimostrabili, risultati “garantiti” senza basi, o confronti scorretti con competitor.
  • Separazione tra opinioni e fatti: dati e statistiche vanno distinti da valutazioni soggettive.
  • Coerenza editoriale: l’advertoriale deve rispettare il tono e il pubblico del sito ospitante, senza forzature.

Un contenuto sponsorizzato può essere onesto e, allo stesso tempo, persuasivo. Anzi: spesso è proprio la chiarezza a migliorare le performance, perché riduce la diffidenza.

Errori comuni da evitare

Anche un buon prodotto può essere penalizzato da un advertoriale scritto male. Ecco gli errori più frequenti:

  • Troppa autopromozione: se ogni frase parla del brand, il lettore abbandona.
  • Mancanza di una storia o di un filo logico: un elenco di feature non è un articolo.
  • Assenza di prove: senza dati, esempi o testimonianze, resta solo un’opinione.
  • Target sbagliato: linguaggio troppo tecnico o troppo generico rispetto al pubblico.
  • CTA debole o nascosta: se non indichi il passo successivo, perdi opportunità.
  • Non curare il titolo: un titolo promozionale (“Il miglior prodotto di sempre!”) riduce click e fiducia. Meglio un titolo utile (“Come scegliere…”).

Come misurare le performance di un advertoriale

Misurare è essenziale per capire se l’advertoriale sta portando valore reale. Le metriche dipendono dall’obiettivo, ma alcune sono quasi sempre utili:

  • Tempo medio sulla pagina e scroll: indicano interesse e qualità della lettura.
  • CTR sulla CTA: misura la capacità di trasformare attenzione in azione.
  • Conversion rate: lead, vendite, prenotazioni o download attribuibili.
  • Qualità dei lead: non solo quanti, ma quanto sono pertinenti (es. richieste complete, budget, settore).
  • Assisted conversions: l’advertoriale spesso influisce anche quando non è l’ultimo click.

Per tracciare correttamente, usa parametri UTM, eventi (click su pulsanti, invio form) e, se possibile, un confronto A/B tra creatività o angoli narrativi differenti.

Conclusione

L’advertoriale è uno strumento potente perché unisce il meglio di due mondi: la capacità dell’editoria di creare fiducia e l’efficacia del marketing nel guidare l’azione. Funziona davvero quando mette al centro il lettore, offre valore concreto e comunica in modo trasparente. Con una buona struttura, prove credibili e una CTA coerente, un advertoriale può diventare un contenuto che informa, convince e converte nel tempo.

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